2007
1° premio Europan 9, Kotka
Inviato da / posted by Luigi Valente
English text at the end.

© Gianluca Evels, Lorenza Giavarini, Stefania Papitto, Matteo Rossetti, Luigi Valente
Kotka nasce come cittadina portuale fondata per l’industria del legno, e delle cartiere. Attorno a questa fiorente attività è cresciuta e si ampliata l’attuale configurazione urbana con due centri, Kotkansaari e Karhula. A tutt’oggi il carattere prevalente della cittadina è fortemente legata alla sua attività marinara e portuale.

© Gianluca Evels, Lorenza Giavarini, Stefania Papitto, Matteo Rossetti, Luigi Valente

© Gianluca Evels, Lorenza Giavarini, Stefania Papitto, Matteo Rossetti, Luigi Valente
Il grande vuoto che insiste sull’area di concorso fornisce la possibilità di disegnare un vero e proprio “pezzo di città” su cui poter esprimere e concretizzare un’idea contemporanea dell’ abitare.
Il progetto propone un modo di disegnare la città non come successione o giustapposizione di singoli oggetti ed episodi architettonici, ma instaurando relazioni spaziali e architettoniche complesse secondo una proposizione “sistemica” di città. I vari elementi architettonici e paesaggistici si integrano secondo una vera e propria idea di “rete”, in alternativa ad un’idea di città gerarchizzata e centripeta, o fatta di sole emergenze architettoniche.
Si promuove l’accessibilità ad ogni spazio e funzione, enfatizzando connessione e liberi percorsi tra le differenti parti e il resto della città, ma soprattutto cerca una nuova interfaccia urbana tra terra e mare.

© Gianluca Evels, Lorenza Giavarini, Stefania Papitto, Matteo Rossetti, Luigi Valente

© Gianluca Evels, Lorenza Giavarini, Stefania Papitto, Matteo Rossetti, Luigi Valente

© Gianluca Evels, Lorenza Giavarini, Stefania Papitto, Matteo Rossetti, Luigi Valente
Tutto il progetto è incentrato su questa realtà dialettica di concetto di limite fra terra e acqua: la linea di costa è contemporaneamente inizio e fine di un territorio di una città, partendo da una lettura del contesto, delle sue trame urbane preesistenti, quali la trama cartesiana degli isolati dell’area centrale, quella della east part of the competiton site of the Polish Docks, e quella residenziale del west side.
Il tema del waterfront di questa parte di città è risolto con una continua variazione funzionale e spaziale della sua linea di costa: sul lato ovest, di fronte ai blocchi residenziali viene proposto un sistema di spazi pubblici immersi nel verde fatta di piccole piattaforme e pontili che creano una swimming area attrezzata anche con piccoli chioschi e aree parcheggi opportunamente distribuite.

© Gianluca Evels, Lorenza Giavarini, Stefania Papitto, Matteo Rossetti, Luigi Valente

© Gianluca Evels, Lorenza Giavarini, Stefania Papitto, Matteo Rossetti, Luigi Valente
La parte di costa di fronte al sistema residenziale a bassa densità è pure un’area verde attrezzata con piattaforme lignee sull’acqua, ma con inserimento di piccole attività di interesso collettivo, sia legata alla vita marinara, come il marina club, sia come dotazione di attività ristorative caffè etc.
All’intersezione dei due assi viari principali, la nuova strada costiera e il boulevard che taglia in diagonale l’entroterra viene posizionata una piazza che si protende anche sull’acqua, creando un affaccio pubblico verso la parte storica della città dando a tutto l’intervento anche caratteri più propriamente urbani.
La piazza nella cultura urbana occidentale in generale è lo spazio collettivo per eccellenza dove si intersecano cultura materiale e proiezioni simboliche, consuetudini rituali e comportamenti sociali. La presenza di verde sulla piazza dichiara un recupero del senso della Natura in uno spazio urbano pubblico, importante ai fini di una “umanizzazione” di uno spazio pedonale contemporaneo. La piazza così assumerà un ruolo “informatore” e catalizzatore dello spazio urbano, per comunicare attraverso elementi architettonici e sistemazioni significative, l’interesse della comunità locale e urbana in generale.

© Gianluca Evels, Lorenza Giavarini, Stefania Papitto, Matteo Rossetti, Luigi Valente

© Gianluca Evels, Lorenza Giavarini, Stefania Papitto, Matteo Rossetti, Luigi Valente
Il sistema del waterfront termina con il vero e proprio marina con pontili fissi e galleggianti di ormeggio per le imbarcazioni, servizi ai diportisti etc.
The 2 primary natural elements
In sostanza il progetto si articola secondo quattro sistemi fondamentali interrelati tra loro come “architectural network” e riassumibilli in due macro categorie ognuna delle quali riconduce ai due elementi naturali assoluti:
Water: floating housing system
polish docks system
Earth: sliding urban system
patio housing system
Tutti e quattro i sistemi individuati sono interconnessi da un sistema di percorsi, viari, pedonali e ciclabili e da un sistema di spazi pubblici che svolgono anche ruolo di cerniera-connettore.
Assieme agli spazi pubblici è stato pensato anche un sistema di aree verdi variamente specializzate, e che svolgono anche quel fondamentale ruolo di connessione al sistema verde preesistente, sia nelle immediate vicinanze dei complessi residenziali che in più larga scala al verde cittadino e territoriale, proprio per migliorare quel senso di appartenenza e di rappresentanza territoriale che questa parte di città aspira di avere.
b4architects [www.b4architects.com]
Luigi Valente [www.luigivalente.com]
proginvest architects and engineers [www.proginvest.it]
English text
1st place, Europan 9 (Kotka)
Kotka was born as harbour town for the wood and paper industry. The actual urban configuration has grown around this productive activity, with two main centres; Kotkansaari and Karhula. Nowadays the town’s main character is still strictly connected with the sea and harbour activity.The big emptyness in the competition’s area gives the opportunity of designing a proper ‘city’s piece’, on which we can express and realize a contemporary idea of living.
Some issues are always present and definitely relevant in the recent contemporary debates on urban design: the role that urban planning has in urban strategies, the connection’s meaning between scales and constant relevant themes and how it responds to the necessity of fast changes conciliating local expectations and international motives.
The project proposes a way of designing the city not as a succeding or overlapping of single objects or architectural episodes, but instauring complex spatial and architectural relations according to a “systemic” proportion of the city.
In this “systemic” idea, the vary architectural and landscaping elements integrate themselves in a proper idea of net, as alternative of a hierarchical and centripetal city or only made of architectural emergencies.
The built forms and spaces proposed by the project present themselves as ‘suitable’ completions of the landscape, urban or not, colloquial but mimetic inserts in the contest.
The project promotes the accessibility to any space and function, underlining the connections and free routes between the different parts and the rest of the city, and above all a new urban interface between land and sea.
The entire project is concentrated on this dialectic concept’s reality of the limit betweeen land and water: the cost line is contemporarely start point and end of the city’s territory.
It is the place where the limit of the vastness of the Nature and the sense of the anthropology’s made up order imposes itself. This city’s part marks a mediation between the nature’s infinity and the that basic human will of building ‘inside’ spaces.