Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo - Scuola dell'infanzia - Galcetello, Prato
2008
inviato da / posted by Gianluca Littardi
Concorso Go Civic, Costruzione di 2 scuole per l'infanzia, Prato Progetto partecipante
© Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo
L'edificio sorgerà alla periferia nord di Prato, lontano dalle grandi arterie di dercorrenza, in aderenza ad un edificato di stecche residenziali su più piani costruite secondo una maglia regolare. Il tessuto qui ad un certo punto quasi improvvisamente perde di densità, di compattezza, e il lotto dove sorgerà la nuova scuola d'infanzia che si trova proprio qui, in questo punto di passaggio, di transito, rimane improvvisamente isolato in un'ampia zona a verde dove l'edificato va scomparendo. Il progetto di quello che diventerà un vero e proprio parco di quartiere, tiene come limite il segno della pista ciclabile esistente.
 © Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo
 © Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo
 © Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo
E la pista ciclabile entra in qualche modo a far parte del progetto stesso delimitando il lotto scolastico a sud ovest e poi costeggiandolo per rigirare infine in via Marie Curie. E' da qui che arriveranno le auto in ingresso al parcheggio di pertinenza della scuola d'infanzia, a cui sarà collegato tramite un percorso esclusivamente pedonale (unica eccezione il percorso carrabile di servizio in autobloccanti che servirà il locale sporzionamento). Innestandosi dunque in una zona con simili caratteristiche l'edificio della scuola d'infanzia è stato necessariamente pensato come "episodio" all'interno di un sistema paesistico ben più ampio.
 © Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo
La progettazione si è posta così un duplice obiettivo: da una parte la riconoscibilità dell'edificio, dall'altra la convinzione che l'oggetto architettonico dovesse appartenere a questo sistema a parco. Si è scelto come tratto distintivo dell'intera area di conferire al terreno una sezione per così dire "collinare"ottenuta con semplici movimenti di terra. E l'edificio si colloca perfettamente in questo paesaggio emergendo appena dal suolo, seguendone lo stesso principio e per così dire lo stesso movimento. Il tetto giardino in una visione più ampia lo colloca come "momento" nel verde e sarà vero e proprio quinto prospetto per gli edifici più alti intorno.
 © Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo
PROGETTO PEDAGOGICO La progettazione di una scuola dell'infanzia è entusiasmante. Abbandonata ogni retorica "celebrativa, rappresentativa", deposte le armi per così dire, l' obiettivo diventa dare corpo ad una teoria pedagogica, trasformare una teoria pedagogica in edificio. L'unico imperativo nella progettazione è generare uno spazio e un'atmosfera che abbiano realmente una funzione educativa nella crescita del bambino.
 © Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo
Per Maria Montessori l'architettura dell'edificio e l'organizzazione dell'ambiente costituiscono un passo importante nell'educazione sociale dell'individuo. E' seguendo il metodo Montessori che costruiremo questa scuola dell'infanzia: la disposizione delle classi, la geometria fluida, gli spazi aperti, il rapporto con lo spazio esterno nascono dalla condivisione della teoria di Maria Montessori il cui obiettivo pedagogico è fondamentalmente favorire l'attività del bambino e aiutarlo a costruire la propria indipendenza. Ed è solo all'interno di uno spazio aperto che il bambino può finalmente fare ciò che più gli interessa in autonomia, imparando ad autoregolamentarsi, sviluppando così fiducia in se stesso.
 © Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo
L'obiettivo non è condurre un gruppo di bambini allo stesso livello di istruzione secondo programmi prestabiliti, ma rispettare l'individualità di ciascuno. Perché di individui si tratta, con le proprie specificità, i propri gusti, i propri desideri, i propri interessi. Siamo assolutamente convinti che solo in uno spazio quanto più accogliente, ma quanto più aperto possibile il bambino potrà veramente sviluppare appieno la propria individualità in un contesto che gli permetta di relazionarsi con gli altri.
 © Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo
E' esattamente qui che il bambino scopre se stesso e l'altro, è qui che comincia la vera socializzazione. Negli asili tradizionali i bambini sono divisi in fasce di età, nel nostro caso i bambini compresi tra i tre e i sei anni frequenteranno la stessa classe: i più piccoli imparano dai più grandi. Abbiamo fortemente voluto che l'edificio apparisse da subito come un grande gioco da scoprire, qualcosa che già dall'esterno parlasse lo stesso linguaggio del bambino, e che il bambino potesse riconoscere come familiare. Esso nasce dalla giustapposizione di oggetti molto semplici: cinque cerchi tra loro collegati generano lo spazio. Siamo convinti che la pianta circolare sia la pianta ideale. Non ci sono fratture, non ci sono spigoli, non ci sono barriere. Si entra alla scuola dell'infanzia tramite un primo cerchio in cui sono contenuti la hall di ingresso, che servirà anche come spazio genitori-bambini fruibile quando la scuola sarà chiusa, gli uffici, e i locali necessari al funzionamento dell'edificio (il locale sporzionamento, la lavanderia, gli spogliatoi).
 © Giada Calcagno, Gianluca Littardi, Antonio Teranova, Angelo Tomaiuolo
Qui sono gli unici angoli retti dell'intera struttura. Sembra che gli adulti ne abbiamo assoluta necessità. E' da qui che si percepisce la fluidità degli spazi che si aprono al bambino. Il percorso non è obbligato, e qui continua il gioco. Ci sono altri cerchi e altri cerchi ancora dentro. Lì all'interno sono le sezioni. Lo spazio delle sezioni si offre al bambino che se ne deve impossessare, lo deve scoprire. La totale assenza di muri divisori, la possibilità di circolare liberamente (ovviamente sotto lo sguardo vigile della maestra che da qualsiasi punto ha una visione totale dell'edificio) lo rendono il luogo ideale, perfetto per fare e osservare. E da qualsiasi punto dell'edificio il bambino può osservare quello che accade nelle altre sezioni. Osservare per capire, scoprire, fare, crescere. In mezzo, il patio in assoluta continuità con lo spazio interno, e fuori il giardino: gli alberi, le stagioni, il freddo, il caldo, la pioggia, a volte la neve. I bambini percepiscono la luce, il passare del tempo. E' dall'interno che si può percepire tutto ciò. E' nel contrarsi e nel dilatarsi dello spazio, nel suo continuo fluire che il bambino può concentrarsi su se stesso senza perdere di vista tutto ciò che ha intorno. E' ancora uno spazio circolare che accoglie gli spogliatoi per i bambini e ancora in tondo sono disposti i lavandini nelle aule. Qui i bambini prenderanno l'acqua per dipingere e poi alla fine puliranno i pennelli. Bisogna mettere in ordine dopo, fa parte dell'attività. Ad un certo punto nell'aula lo spazio si contrae: passiamo in un altro cerchio. Qui c'è una sala per i giochi liberi comuni a tre sezioni: potrà essere la sala musica o la sala per le recite, chiusa diventerà spazio dove i bambini riposano se hanno sonno. E fuori c'è il giardino. Sono dune di verde: si può salire, scendere, rotolare, arrampicarsi. Che fatica, ma che soddisfazione.
Altri progetti di Gianluca Littardi in plotCAD box
asilo;
cerchi;
infanzia;
littardi;
pedagogico;
scuola infanzia;
Articoli attinenti:
Gianluca Littardi, UIA info point - Torino, Italia (45%)
Gianluca Littardi - SUS&HI office, Bronze Medal - Seoul Design Olympiad 2008 - dancing Water - Seoul, Korea (25%)
|
|
Totale Articoli trovati 414
Letture 3719276
19/06/2013 @ 05:34:05
script eseguito in 785 ms
|